Un grammo di felicità al giorno

Norvegia, profumo di Natale, riti e tradizioni familiari pronte a ripetersi.

Non per Fie, la protagonista di questo libro si ritrova improvvisamente a rimettere insieme i cocci della propria vita andata in frantumi

Tradita e abbandonata dal ricco e narcisista marito, accetta senza obiettare il suo destino sprofondando nel buio della depressione.

Cacciata dalla propria casa, rifiutata dal figlio e senza lavoro le sue giornate trascorrono tra sonniferi e serrande chiuse dentro il nuovo triste e desolato loft. 

La sua vita prenderà però una nuova e inaspettata direzione grazie alla sorella che le prescriverà per ogni giorno dell’ avvento un nuovo compito o meglio una nuova sfida.

Un libro “cura” per chi  come Fie sente di aver perso ogni certezza. 

Il libro tocca i temi della dipendenza affettiva e della depressione.

Ci si ritroverà chi sente di aver definito la propria identità e l’ intero progetto di vita intorno al partner.

Il libro ci aiuta a svelare che ogni fine segna un nuovo inizio. L’ occasione per scoprire (o finalmente autorizzare!) parti della nostra persona lasciate in un angolo della soffitta o dentro un baule impolverato. 

Cosa mi è piaciuto di questo romanzo?

Le coincidenze e gli incontri. Sono profondamente convinta che la vita sia un gioco di parti.  Noi possiamo giocarci il 50%  intraprendendo nuovi sentieri e aprendoci al mondo. Il resto è dato dagli incontri, bisogni, desideri, passioni che ci connettono all’ altro facendoci toccare vecchie e nuove parti di noi.

Sul finale mi è scesa una lacrimuccia 🙂