“Non ce la faccio più”
“Vorrei solo un po’ di silenzio e un piccolo spazio per me”
“Mi sento sempre sotto pressione”
Quante volte ti è capitato di fare questi pensieri?
Ti starai chiedendo se è normale.
O peggio, penserai che una brava madre o un buon padre non dovrebbero avere questi pensieri.
In realtà, molti genitori arrivano ad un punto in cui si sentono profondamente stanchi.
Non parlo “solo” di stanchezza fisica dovuta alle notti interrotte o alle mille corse quotidiane tra lavoro, casa, figli, scuola, compiti, sport ecc.
Spesso è una fatica emotiva più profonda: la sensazione di non avere uno spazio per te, di essere sempre richiesta, sempre responsabile.
Ed ecco arrivare un treno di pensieri, spesso difficili da dire a voce alta.
Pensarli o confessarli a qualcuno di fidato può spaventare e fa nascere vergogna e senso di colpa.
Ma in realtà sono esperienze molto comuni nella vita dei genitori.
A tal proposito, ti consiglio di guardare un film tragicomico: Figli.
Descrive molto bene la fatica fisica ed emotiva che provano i genitori di oggi!
Comprendere cosa ti accade dentro in questi momenti può essere il primo passo per rimettere equilibrio nella tua vita.
Tuo figlio attiva continuamente dentro di te emozioni diverse
- amore e tenerezza
- preoccupazione
- responsabilità
- frustrazione
- rabbia
- paura
Tutte queste emozioni possono alternarsi anche rapidamente durante la stessa giornata.
Quando le richieste diventano molte e il tempo per recuperare energie è poco, il tuo sistema emotivo può andare in sovraccarico.
E se tuo figlio o i tuoi figli sono piccoli spesso tra urla, giochi sonanti, musica e tv, ti ritrovi letteralmente bombardata di stimoli.
Attenzione. Sto parlando di due carichi molto diversi l’ uno dall’ altro.
Il secondo è più pratico e legato al bisogno di ridurre il volume di tutto.
Certo, questo significa autorizzarti a comunicare a tuo figlio la tua stanchezza e il tuo bisogno di calma chiedendo di abbassare il volume dei dispositivi audio/video o di fare giochi meno rumorosi.
E quando si tratta delle urla di un lattante, comunicare il tuo bisogno di calma significa chiedere aiuto ad una terza persona e autorizzarti 10 minuti di doccia o 20 minuti di passeggiata per recuperare e riportare calma dentro di te.
Perchè alcuni genitori si sentono emotivamente esausti?
Può capitare che tu ti senta particolarmente stanca o irritata.
Penserai:
“Un buon genitore non dovrebbe sentirsi così”
“Dovrei avere più pazienza”
“Se mi arrabbio significa che sto sbagliando”
Questi pensieri poi finiscono con l’ aumentare la tua pressione interna.
In realtà, questo accade perché fare il genitore mette inevitabilmente in contatto con emozioni intense e spesso ambivalenti.
Amare profondamente tuo figlio non significa essere immune dal provare rabbia o desiderio di distanza nei suoi confronti.
Dal punto di vista psicologico, quando l’ intensità di queste emozioni aumenta possono attivarsi dentro di te dei meccanismo di protezione.
Provare rabbia verso la creatura che tanto ami può improvvisamente farti sentire minacciata da qualcosa percepito come “terribile” che sta accadendo dentro di te.
Ciascuno di noi, sotto minaccia, tiene a bada le proprie emozioni in modi diversi
- Potresti sentirti improvvisamente sopraffatta e avvertire segnali di ansia nel tuo corpo come tremore alle mani, formicolii agli arti, tachicardia, fiato corto e voglia di urlare per scaricare tutta la tensione
- potresti paralizzarti, sentirti poi improvvisamente debole, stanca, scarica
- potresti sentire la necessità di spostarti e andartene dalla situazione che stai vivendo per allontanarti da quel carico emotivo troppo intenso
- potresti ritrovarti confusa o travolta da pensieri autocritici come “sono un pessimo genitore“
- potresti sentirti insicura e pensare continuamente a cosa si dovrebbe fare meglio
- potresti cercare di ignorare quanto ti sta accadendo e cercare di non pensarci impegnandoti nelle cose da fare
Tutti questi tentativi hanno lo scopo di mantenere la situazione ( e le tue emozioni!) sotto controllo, ma spesso finiscono per aumentare la pressione interna.
Riconoscere i segnali di esaurimento
Alcuni segnali possono indicare che la fatica sta diventando eccessiva:
- irritabilità frequente e scoppi d’ ira
- difficoltà a recuperare energie
- sensazione di essere sempre tesa e in allerta
- perdita di piacere nelle attività quodiane
- sensazione di non avere più spazio per te e di vivere in apnea
Questi segnali non indicano che sei un cattivo genitore.
Piuttosto suggeriscono che il tuo sistema emotivo ha bisogno di più attenzione e sostegno.
Come uscire da questa fatica?
Se leggendo queste righe la risposta ti è chiara, il passo successivo si chiama:
AUTORIZZAZIONE
- Autorizzati a riconoscere la tua stanchezza e rallentare: i panni possono essere lavati anche domani e una pizza d’ asporto ha fatto felici molti bambini!
- Autorizzati a chiedere aiuto: partner, nonni, parenti, amici, baby sitter. Chiedere aiuto non ti rende meno brava. Ricorda che il tempo che regali a te stessa sarà tempo di qualità che restituisci a tuo figlio.
- Dona un diritto di cittadinanza alle tue emozioni, anche se contrastanti. Se sei arrabbiata prova a chiederti “che cosa mi sta facendo arrabbiare? quale bisogno mi sta comunicando la mia rabbia?”
Se la sensazione di stanchezza e pressione diventa persistente, al punto di sentirti “fuori controllo” e incapace di governare i tuoi comportamenti e i tuoi pensieri, parlarne con uno psicoterapeuta può essere molto utile.
Affrontare queste difficoltà all’ interno di un percorso di psicoterapia significa trovare una via per uscire dall’ isolamento che stai provando.
Puoi permetterti di esplorare in un luogo sicuro e protetto le emozioni profonde che stai faticosamente tenendo a bada.
Diventare consapevole di cosa accade dentro di te e di quali bisogni “premono” per ricevere ascolto, può essere la strada per ritrovare equilibrio e piacere nella genitorialità.
Puoi scrivermi via mail se questo articolo ha acceso dentro di te alcune domande che desideri pormi.
Se invece desideri fissare un incontro ricevo nel mio studio di psicoterapia a Vicenza o Castelfranco Veneto.
Offro anche percorsi di psicoterapia online.