Hai mai avuto l’ assoluta certezza di saper distruggere ciò che di buono costruisci o ricevi nella vita?
Ecco, Victoria, la protagonista del libro ne è certa.
Abbandonata alla nascita, rimbalzata da una famiglia adottiva all’ altra fino a raggiungere la maggiore età dentro una comunità per minori.
La trama inizia proprio da quando Victoria, ormai maggiorenne, esce dalla comunità e viene letteralmente catapultata nel mondo.
Sola, senza riferimenti, senza un lavoro, alla deriva.
Il libro si snoda tra i ricordi del passato e un presente di pura sopravvivenza fatto di incontri che diventano opportunità.
Victoria però non sa parlare con le persone, diffida di chiunque soprattutto di se stessa.
Sa comunicare solo attraverso i fiori. A ciascuno il proprio significato, il solo modo che lei abbia mai conosciuto di ricevere e scambiare amore.
Il libro narra molto bene i vissuti di abbandono e quella sensazione amara di non esser degni di amare o di ricevere amore.
La cruda narrazione del continuo autosabotaggio della protagonista.
Quanti, come Victoria sentono di essere nati così…non abbastanza degni per ricevere amore, programmati per “farsi odiare”?
La vita diventa così una triste profezia che si auto avvera. Incontri e calore umano diventano inspiegabilmente fonti di profonda angoscia. E a seguire, azioni (anzi…distruzioni!) volte a placare quell’ insopportabile stato di tensione interna e a mantenere gli altri lontani e meno minacciosi.
Se queste parole ti risuonano…questo è il libro che fa per te.
Victoria ti accompagnerà in una discesa ripida verso le parti più oscure di se’ per poi risalire…….a te la scoperta 😉